
Molte persone mi hanno chiesto cosa io pensi della vicenda Travaglio-Schifani. Da noi la moglie di Cesare è lungi dall'essere una candida e rispettabile signora e in una situazione così imbarbarita ci stanno anche i proiettili vaganti che, come noto, generalmente colpiscono il cittadino inerme.
Come ha detto giustamente Giuseppe D'Avanzo nel suo articolo su Repubblica di oggi: "In questa storia, si può stare soltanto con i lettori/spettatori che meritano, a fronte delle miopie, opacità, errori, inadeguatezze della classe politica, un'informazione almeno esplicita nel metodo e trasparente nelle intenzioni."

Stasera ultima puntata di Crozza Italia Live. Ospiti Dario Fo, Max Gazzè, Luca & Paolo, Antonio Cornacchione, Franco Giordano, Ambra Angiolini, Pietro Ciliberti.
Su La7, alle 21,30.

L'esile speranza di vedere il PD lavorare nei prossimi cinque anni per costruire una classe dirigente che potesse presentarsi credibilmente alle elezioni del 2013 e governare il paese per 10 anni si è infranta sulle comunicazioni di ieri. Il governo ombra e il coordinamento ci riconsegnano un partito che pare non essersi nemmeno accorto del cataclisma appena avvenuto. La classe dirigente che ha perso Roma e l'Italia è tutta lì, immobile, intonsa, come inconsapevole di quanto è successo nelle ultime settimane.
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Tutti dicono che la politica costa, ed è vero. L'indipendenza economica per un politico è la libertà, la possibilità di dire senza filtri o censure (e ancor più senza insidiose autocensure) quello che si pensa. L'autonomia finanziaria mette chi fa politica nella posizione ideale di dover rispondere ai propri elettori invece che ai propri finanziatori, ed è per questo che sono profondamente grato alle persone che non mi hanno fatto mancare il proprio sostegno nella recente campagna elettorale, sia che mi abbiano mandato un euro oppure mille. Come ho scritto a tutti i miei amici proprio all'inizio della campagna, credo che finanziare la politica con piccole donazioni sia un modo per i cittadini di esprimere il proprio sostegno a chi meglio rappresenta le loro idee e un contributo che ciascuno di noi può dare per una politica più pulita e indipendente.
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Che dire. Un governo di destra-destra, con alcune nomine secondo me particolarmente inopportune: La Russa a gestire le forze armate e Maroni agli Interni (per fortuna il vertice G8 si farà alla Maddalena, nessun pericolo di avere gente che dorme nelle scuole); le istituzioni nelle mani di Bossi; i rapporti col parlamento a Elio Vito (a occhio, più una dichiarazione di guerra che una nomina).
E tuttavia la percezione diffusa è che ci sia molto più rinnovamento in questo gruppo di quanto ce ne fosse nel governo Prodi, a confermare quella sgradevole reputazione di forza fondamentalmente conservatrice che si è purtroppo incrostata sulla sinistra italiana.
Veltroni è alle prese con il governo ombra: non sappiamo esattamente a cosa potrà servire in termini pratici, ma - forse anche per questo - si tratta di una buona occasione per provare almeno a migliorare l'immagine. Ce ne sarebbe bisogno. Vediamo.

Stasera alle 21,30 su La7 Crozza Italia Live. Ospiti: Giovanna Melandri, Pier Luigi Bersani, Gioele Dix, Micaela Ramazzotti, Mario Biondi, Carla Signoris, Ambra Angiolini, Pietro Ciliberti.

"D'altronde, i leader del Pd - grandi e piccoli, centrali e locali - sembrano impermeabili a ogni mutamento di sigla, a ogni cambio d'epoca, a ogni sconfitta. (e, sia chiaro, non ci riferiamo a Veltroni). Insensibili al crollo dei muri, delle ideologie e dei partiti. Altrove, negli Usa e in Europa, abbiamo assistito, in questi ultimi anni, al 'ritiro' di figure come Gore, Kerry, Schroeder, Aznar, Gonzales, Blair. Battuti di poco. A volte, neppure. In Italia, salvo Prodi (l'unico, peraltro, ad aver vinto una elezione e mezza contro il Cavaliere), nessuno si dimette; nessuno paga le sconfitte subite in città e regioni importanti. Non solo: gli sconfitti vengono premiati con nuovi incarichi di prestigio. Mentre tutto il gruppo dirigente - ex comunista ed ex-democristiano - ha affollato le liste del Pd, occupando posti di assoluta sicurezza. In centro e in periferia."

Tra i vari spunti assai condivisibili del suo post di ieri,
Francesco Costa scrive che il motivo per cui lui, io e iMille abbiamo appoggiato Veltroni sin dalla fondazione del PD è stato in particolare il fatto che Walter avesse come obiettivo quello di fare dell'Italia un paese normale. Come piace pensare a me, anche un paese un po' più educato e un po' più gentile: non per questo meno determinato e fermo, ma si può tranquillamente essere sia l'una che l'altra cosa senza perdere un'oncia della propria civiltà nei modi.
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